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Bella cosa.  In primis perché è veramente carino fare chiacchiere seduti dopo tutta la chat. Alla fine ci sono persone di cui non hai mai sentito la voce con cui hai cose in comune di cui parlare perché ci hai chiacchierato prima testualmente, ed è divertente perché salti subito la fase dell’imbarazzo, anzi. La arricchisci con onomatopee e risate che prima avevano la forma e la sostanza di un “har har har” o di uno “Squeack!” così come le leggete voi. In secundis perché è e rimane la forma più unica ed assoluta di innovazione in Second Life per fare conferenze pubbliche. La chat testuale permette la moderazione e l’ordine nelle domande, l’invoice permette all’oratore di parlare liberamente dando quanta più informazione possibile (io sono la tastiera più veloce del West e non conto, ma in genere si fa prima a parlare che a scrivere, e poi vogliamo mettere il tono di voce?). Prima o poi devo parlare assolutamente di come è stata la mia esperienza di insegnamento in UnAcademy, e di come siamo riusciti a sfruttare subito il mezzo nel migliore dei modi, e lo farò, è una mia intenzione:).Seguire una conferenza in Second Life, come mi è capitato oggi, esclusivamente via chat è non solo noioso ma confusionario e frustrante. E non è colpa dei relatori o degli argomenti, ma di un uso scorretto dello strumento. Non va bene quando tanta gente ascolta uno solo, lo tempesta di domande, risponde o saluta o interviene o dice le cose che gli passano per la testa senza che ci sia alcuna soluzione di continuità nel fluire del testo così composto. Peccato perché non avere capito questo vuol dire avere sprecato un’occasione, e del tempo condiviso (cioè il mio più quello di tutti gli altri avatar in ascolto, che messo insieme fa tanto!). Terza ed ultima, bellissima l’esperienza dell’invoice nella land più famosa tra gli italiani. Senza l’invoice si perde qualcosa. E sarebbe, nell’ordine: la musica che la gente sta ascoltando al computer (non quella in streaming, proprio quella che ascolta per i fattacci suoi mentre ci parla :D ); i vari ‘miaooo’ e ‘bau’ e suoni vari delle gesture degli avatar più sofisticati e meglio espressivi, le chiacchierate che si sentono settando le preferences su avatar position, che ti permette di avvicinarti ai gruppetti e sentire le cose che si e ti dicono anche se stai zitto; gli effetti sonori che vengono lanciati random dagli avatar (come i dj in discoteca che lanciano gli stacchetti) che, nel caso di specie, ricordavano le gag dei Prophilax se non erano loro del tutto :D  (per chi se lo sta chiedendo no, non c’era Dora né Marino Sumo, ma eravamo li). Ecco, andandoci senza l’invoice avevo visto gente che si dava fuoco e gatti vari e altre cose e, cavolo, mi ero persa un incremento importante. Soprattutto, in Second Life dove la maggioranza è americana, fa tanto riconoscere il deh di Livorno: come sentire o’sole mio a Tokyo o in un taxi nella periferia di Cardiff, come mi è capitato.