Night Thursday è il mio avatar, o forse sono io ad essere il suo in questo momento
.Sono nata il 19 ottobre 2007 con il preciso ed unico scopo di avere un’apparenza virtuale per partecipare ad UnAcademy, l’Accademia non convenzionale della Cultura Digitale ideata da Giuseppe Granieri.Ho tenuto un ciclo di lezioni iniziato il 23 ottobre e cioè esattamente quattro giorni dopo la mia nascita, quando non sapevo ancora nemmeno camminare o vestirmi, ed è durato fino al 21 novembre. L’esperienza di UnAcademy, un progetto in cui credo e che amo molto, mi ha aperto un mondo nuovo, primordiale ed evoluto al tempo stesso. Quello che è accaduto da quando sono “entrata dentro” è già diventato, dentro di me, un bagaglio di conoscenza e di ispirazione inaudita, pari solo a quando per la prima volta, tantissimi anni fa, ho acceso un computer e aspettato che qualcuno arrivasse in linea.Stupore. Aspettativa. Attesa. E studio e apprendimento delle regole tecniche, e sociali.Quello che vedo adesso in Second Life, mentre dal livello zero di informazione passo allo zero virgola, è il completamento di un percorso che abbiamo iniziato ad immaginare tanto tempo fa e che da decenni ricorre come un’idea che non riesce a realizzarsi se non letterariamente, con la fantasia. L’esperienza di un corpo virtuale che si aggiunge a quello fisico in un mondo parallelo che ha già una sua cultura, una sua fisica, un suo sistema sociale e un suo sistema giuridico. E che costituisce una evoluzione di qualcosa che è inarrestabile e che va di pari passo con la riduzione a logica del pensiero umano per tendere, come un limite matematico, a dare una risposta a una domanda vecchia come il mondo digitale: “Can machines think?“.La risposta è sempre no, ancora non ci siamo e forse è insensata la domanda stessa, ma se è vero che la macchina non pensa, non ha l’anima, il ramo lontano verso cui si tende la pargoletta mano è che la nostra anima entri dentro la macchina e attraverso quella si espanda e si potenzi. Una amplificazione dove il gioco è a ridurre sempre di più i confini fisici, dove lo scopo è raggiungere, in ogni forma di comunicazione a distanza possibile, una sempre maggiore quantità di informazione. Non è un paragonare la comunicazione digitale a quella reale, è un tentativo di ravvicinamento tra le due cose, un tentativo di verosimiglianza dal punto di vista della “complessificazione” dei significanti e dall’incremento dei significati trasmessi.In questo Second Life è una cosa nuova e uno strumento formidabile. Non è che un processo di qualcosa che accadrà, anche se non lo riusciamo ad immaginare, quello che accadrà.Della mia scoperta di questa Flatlandia, delle cose che noto, che non capisco, che mi capitano, voglio tenere traccia, e raccontare. E il tutto, rigorosamente, da profana.:) Ah, se mi vuoi scrivere una mail perché un IM non ti basta, come vedi non mi faccio mancare niente: night.thursday(at)gmail.com


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